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Nel Zhineng Qigong, impariamo concetti spesso molto lontani dalla nostra visione del mondo. Ma se dovessi pensare a uno dei principali, da cui ho tratto beneficio, è il “lasciar andare“. Che non significa non dare importanza alle cose o alle persone, ma il lasciar andare il nostro sistema di credenze per far posto a qualcosa di più costruttivo, prestante, virtuoso. Una specie di decluttering della coscienza.

Come avviene questa pulizia?

Anzitutto dobbiamo volerlo. Iniziare a praticare in maniera svogliata o senza mettere in conto che si occorrerà mettere in discussione molte delle credenze alle quali siamo abituati, che consideriamo alla stregua di “leggi della natura”, ci porterà ad abbandonare in poco tempo il Zhineng Qigong.

…ad esempio la credenza che ci si debba nutrire per sopravvivere è una convinzione e non una legge. La teoria olistica Hunyuan afferma che, proprio come la vita può usare materia visibile per mantenere se stessa, così può usare energia invisibile (Qi). Le persone hanno naturalmente sviluppato una dipendenza dal cibo e così questa è l’impressione depositata nel sistema di riferimento […] esistono persone che non hanno mangiato per decine di anni che vivono vite normali e hanno figli.”

Pang Ming, Teoria olistica Hunyuan

Questa citazione del dott. Pang Ming, fondatore del Zhineng Qigong, ci sembra molto azzardata, vero? Eppure proprio quell’esitare che nasce dentro di noi, è la dimostrazione più efficace che il nostro sistema di riferimento è rigido e profondamente radicato in delle credenze che noi diamo per inamovibili e immutabili. Ma se un giorno conoscessimo dal vivo qualcuno che non mangia da decenni, ed è perfettamente in buona salute? Come ci comporteremmo? Penseremmo anche noi che è una cosa che si può fare o avremmo come primo pensiero “si vabbè ma mica si può fare. Magari può lui, ma io no”, oppure inizieremmo a pensare che sicuramente è uno scherzo o una truffa? Il mettere una distanza tra noi e lo straordinario (inteso proprio come qualcosa che va oltre l’ordinario), o una capacità dimostrata da uno dei nostri maestri, è il primo passo verso l’immobilismo. Quanto cambierebbe il nostro approccio alla vita se iniziassimo a pensare “se lo fa lui posso farlo anche io“? O meglio ancora “già lo so fare“.

Quanto siamo radicati all’immagine che abbiamo di noi? Anche se non ci piace, anche se ci fa star male, la nostra identificazione è talmente grande che decidere di rimuoverla per fare spazio a qualcosa di più autentico e leggero, ci sembra impossibile, perché in questo modo perderemmo noi stessi. Succede spesso con i malati cronici per esempio, che si identificano talmente tanto con la propria malattia, che l’idea di poter guarire, inconsciamente li spaventa per via della costrizione che avrebbero nel cercare una nuova identità, ma soprattutto una nuova modalità.

Come si inizia a “lasciar andare“?

Il primo passo è sempre nel riconoscere che esiste un atteggiamento che ci danneggia. Il secondo prosegue lavorando su sè stessi. Più a fondo si scava e si prende consapevolezza dei processi inconsci che ci muovono, più facile sarà riconoscere il “primo pensiero” che sorge davanti a un avvenimento. E in ultimo, ma non per importanza, come dice spesso la mia insegnante, è quello di porre sul nostro cammino traguardi realistici a cui arrivare, un passo per volta. Se pensiamo che questo viaggio sia veloce e ci mettiamo come traguardo di ottenere “tutto e subito”, resteremo profondamente delusi. Se invece decidiamo di andare per gradi e osservare cosa succede dentro di noi, senza giudicarlo, potremmo iniziare ad avviare un processo di cambiamento che potrà veramente condurci verso “la miglior versione di noi stessi“.

La Conoscenza è imparare qualcosa ogni giorno. La Saggezza è lasciare andare qualcosa ogni giorno

detto Zen

Come avviene questo processo durante la pratica?

La pratica del Zhineng Qigong è difatti un processo di rilascio a 360°. Iniziamo con il rilassare il corpo, le tensioni muscolari, fisiche; proseguiamo con rilassare la mente, la armonizziamo e ci armonizziamo con il campo di Qi. Rilassato significa morbido, quieto, calmo. L’immagine che più si avvicina a questo stato, è quella dell’albero disteso ma non rigido. Elastico, ma non teso. Il corpo è “dritto”, ovvero siamo ciò che recita il primo verso per la composizione del campo:

La testa nel cielo, i piedi nella terra

dott. Pang Ming

Il corpo diventa un ponte tra cielo e terra, portando a un atteggiamento fisico e mentale che ci consente, a poco a poco di lasciar andare gli automatismi della mente logica. Senza un totale cambiamento delle proprie convinzioni non potrà esserci mai vera “guarigione”. Chi pratica ZNQG potrà sentire il campo, vedere il Qi, ma se non permette a se stesso di cambiare, la guarigione non arriverà mai, perché il vostro sistema di riferimento resterà immutato. Tutto ciò che sperimentiamo resterà solo in superficie, lasciando le convinzioni di fondo a remarvi contro, a creare una “perturbazione nella forza” che non vi porterà mai serenità.

Con il Zhineng Qigong riusciamo a placare la mente e le emozioni, in modo da essere in grado di osservare tutte le cose a cui diamo tanta importanza al fine di poter conferire loro la giusta importanza.

E come diceva il maestro Zhengdao:

Imparate a non legare mai il vostro senso della vita a ciò che chiamate “io” o “mio”, questo atteggiamento vi porterà rapidamente verso il vero Sè, verso la guarigione, verso la libertà.

Lu Zhengdao

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